Ieri, 19 maggio 2011, Lenni ha visitato i licei Mamiani e Visconti di Roma

Pubblicato il da luna di lenni

 

 

mamiani

 

liceo visconti

 

 

Sdraiati sulle selle dei motorini, sigaretta in bocca, sputi a terra sincronizzati, cappelletto d'ordinanza.

"Bella zi!"

"Distribuisco qualche volantino, è un romanzo prodotto da una piccola casa editrice romana..."

"Se se, fa come te pare zì!"

E' cambiato il liceo. Adesso le ragazzine di quindici anni ne dimostrano quasi trenta ma stanno bene così (come cantavano gli Stadio).

"E' bello il Mamiani, non lo ricordavo così"

"Dovevi vedere com'era cinque anni fa... Canne ovunque! Non bisognava andare mica al cesso, mo invece col nuovo preside è un casino..."

 

Campanella delle 12:15.

 

Quarto e quinto ginnasio.

"Luna di Lenni, un romanzo prodotto da una piccola casa editrice romana... io sono l'autore"

"Grazie, grazie, un libro per l'estate, grazie ragazzi, eccone uno per te, un altro a te..."

Lucia, la grafica della casa editrice, ha messo a punto un volantino che come direbbero 'sti ragazzetti spacca, anzi, spakka! Una specie di fanzine punk anni '80: bianco e nero, disordinata, bellissima. Quasi una rivendicazione... letteraria. C'è la copertina, qualche pezzo scritto qua e la che fanno incrociare gli occhi e tracce di contatti. Non riesco a caricarla su questa pagina perché non accetta il formato pdf (qualcuno sa come si fa?) ve l'avrei fatta vedere volentieri.

Un professore me ne chiede una copia. Da un'occhiata e si allontana scuotendo la testa.

"Scusi professore, pensavo che pubblicizzare un romanzo davanti un liceo fosse meglio che vendere la solita droga!" Non mi risponde. Vabbé...

Ad ogni modo i ragazzi prendono il volantino con mani frettolose, che dopo cinque ore sui banchi è più che lecito, lo piegano e se lo ficcano nella prima tasca a portata di mano. Uno addirittura nel casco, che poi, prima di allacciare, sfila via davanti la fronte. Qualcuno torna indietro, soprattutto quando capiscono che sono io l'autore del libro. Domande di rito: "Fico! di che parla?" Uno fa lo spiritoso leggendolo ad alta voce:

"A proposito di storie che corrono! Luna di Lenni. Centocelle. Sud-est romano. Inchiostro da marciapiede..."

 

Campanella delle 13:15.

 

Primo, secondo e terzo liceo. Mani che stringono i fogli, sorrisi, sbuffi di fumo, il GI di greco sotto braccio.

"Ragazzi un consiglio di lettura per l'estate, lo trovate nei negozzi Feltrinelli di Roma..."

Alla fine la fiumana si disperde tra il fumo delle marmitte dei motorini e gli schiamazzi di quelli alla fermata. Saluto chi mi ha fatto compagnia aspettando i suoi amici ("...bella zì, bella zi") e mi incammino dribblando i volantini-fanzine accartocciati a terra.

Roma è bellissima, un caldo "adolescenziale". Lo zaino mi fa sudare la schiena. Cammino senza sosta. Avevo voglia di vivere Roma così; passeggiando lungo le sue strade più belle. Mangio un panino, entro da Castroni di via Cola di Rienzo, acquisto un pacco di caffé per il mio collega marco Cassano rimasto in Belgio.

Al Visconti ci arrivo tardi, sono le quattro. Il portone è sbarrato, attacco col nastro adesivo i volantini lungo alcune transenne e sui tergicristalli delle auto in sosta. A controllarmi stavolta sono direttamente i poliziotti. Figuriamoci, il commissariato è proprio difronte al liceo e a pochi passi dalla residenza romana di Al Capone e del "Reichstag" nostrano. Ne staccano uno e lo leggono. Vado verso Campo dé Fiori, ho appuntamento col mio amico Zanon sotto quel Giordano lì. Ce ne andiamo verso Trastevere, in un pub. Passiamo la serata a parlare di un sacco di cose; anni passati, lavori fatti, la poesia d'amore di Hikmet. Gian Carlo è una persona immensa.

Ci salutiamo che è ormai ora di cena. Domani dovrò presentarmi in tribunale per un processo. Ma questa è un'altra storia...


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