Raggiunto un milione di firme anti-casta: per la riduzione dello stipendio ai politici (Dazebao News)

Pubblicato il da luna di lenni

Raggiunto un milione di firme anti-casta: per la riduzione dello stipendio ai politici

ROMA - C’è chi cita Sandro Pertini, chi si dice pronto a scrivere con entrambe le mani per raddoppiare il numero di firme, e chi sarebbe disposto a percorre tutta l’Italia a piedi pur di accaparrasi i primi posti sotto un improbabile palco montato a piazza Montecitorio per uno spettacolo che, assicura, “sarà indimenticabile”.



Com’è andata a finire? Noi di Dazebao News avevamo dedicato un articolo lo scorso 17 luglio a questo caso. “Quasi un milione le firme raccolte per la riduzione degli stipendi ai politici italiani”. Allora, nell’evento creato su Facebook da due giovani perugini, si contavano circa 600mila adesioni. Il meccanismo ha funzionato, il passaparola è stato efficace come per i “casi letterari”. In queste ore si sta sfondando il tetto del milione di consensi. Un gregge incontenibile, variopinto, rumoroso. E mentre il compianto presidente Pertini esorta i giovani a difendere Repubblica e Democrazia armati di onestà e coraggio in un video montato all’occorrenza, nuovi iscritti si uniscono minuto dopo minuto al coro degli indignati. Ci sono tutti: casalinghe, operai, studenti.

E ci si imbatte pure nel gruppo di ragazzi del presidio permanente a Montecitorio che dal 4 Giugno scorso sono lì. Sul loro sito web tengono un diario. Riportiamo alcuni frammenti del giorno 15 settembre: “stanotte hanno dormito al presidio Fabrizio e Massimo. Nei giornali di oggi non c’è scritto nulla del presidio, nonostante quello che è successo ieri durante la manifestazione. Verso le 9.00 arriva la sempre presente Rosy. In piazza manifestano i ‘Federconsumatori’. Ore 10.10 arriva Emanuele. Verso le 11.45 ‘LA7’ viene ad intervistare Gaetano; andrà in onda domenica 18 settembre alle ore 20.30  dopo il TG nel programma ‘in onda’. Nel pomeriggio tornano a trovarci Ilaria e Giulia da Roma e Raffaella con la piccola Sara da Cassino, trascorrono con noi un paio d’ore. Gaetano viene chiamato al telefono dal “LOTO” movimento nazionale cattolico che si occupa della serietà etica nel mondo politico: ci danno il loro appoggio. Poi è stata la volta di un giornalista che ha fatto alcune videointerviste a Gaetano che verranno pubblicate su Youreport. Si è portato via anche un po’ di volantini per aiutarci nella divulgazione. Massimo, l’amico di Fabrizio, è distrutto dalla notte passata qui. Dalla lontana Trento ci passano a trovare Leonardo e Maurizio. Carolina si è portata dietro i libri per fare i compiti. Un ragazzo di Roma, amico di Serena, viene a prendere un po’ di volantini da distribuire in giro. Paolo è pronto per fare lo streaming; stasera si farà in diretta con Radio Reset che oggi compie 39 anni. Radio Reaset rischia di chiudere, speriamo di no. Forza Matteo.

Ci sono stati anche oggi parecchi turisti. Si è fermata a parlare con noi un’intera famiglia di Malta. Ci hanno detto che anche loro da quando hanno adottato l’uso del maledetto euro si ritrovano nelle nostre stesse condizioni. Simone è in tenuta da macellaio, distrutto e col mal di testa. Claudio e company hanno portato un’amica, ci siamo fatti qualche risata. Poi tutti a nanna.”

Un popolo sdegnato, apartitico, senza simboli o colori ufficiali se non quelli dei vestiti e delle parole. Siamo travolti da un’onda di mattoncini Lego usciti da un fusto riverso a terra. Un sistema capace di auto-assemblarsi chiamato popolo. Sul libretto delle istruzioni per il montaggio poche e semplici indicazioni: Riduzione del 30% degli stipendi a chi supera un ammontare di 8.000,00 euro netti al mese. Riduzione delle pensioni del 20% per chi supera 4.000,00 euro. Auto blu solo alle 4 più importanti cariche dello Stato. Abolizione del 70% dei vitalizi. Diminuzione del 50% di porta borse, attualmente assunti in nero, e regolarizzazione del restante 50%.

Gli organizzatori dell’evento assicurano inoltre che a breve verranno indicati i centri di raccolta firme. L’attesa non sarà lunga.

 

Emanuele Berardi link

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