Libri. Viale del Policlinico, di Claudio Coletta. La recensione

Pubblicato il da luna di lenni

 

Libri. Viale del Policlinico, di Claudio Coletta. La recensione

 

 

 

ROMA - Viale del Policlinico è un viale che costeggia parte del Policlinico Umberto I di Roma, un viale coperto da vecchi platani che sembrano immortali. Da qualche mese “Viale del Policlinico” è anche un bel romanzo. L’autore è un medico romano che esordisce nel faticoso mondo della narrativa con un piede poggiato sulla polvere da sparo degli anni di piombo.


Lorenzo, il protagonista,  è uno studente di medicina che prepara gli ultimi esami, Carla, la sua ragazza, studia lettere. Il milieu  di Lorenzo, che vive in simbiosi con la sua affezionatissima Aermacchi 350, è formato da studenti universitari, amori traditi, amori eterni, esami insuperabili, gioventù ribelle e meravigliosamente romantica.
Di storie come questa ne sono state scritte molte. Siamo a metà degli anni ´70 e sotto i platani di Viale del Policlinico avanzano camionette cariche di poliziotti in assetto antisommossa. Poi ci sono le storie dei collettivi, le occupazioni, gli scontri con la polizia. Il numero di racconti con queste connotazioni qui si riduce e lo sguardo si sposta su omicidi inspiegabili e morti violente che accadono nell’area di ricerca clinica dell’Accademia romana. Tracce di giallo sapientemente sciolte in tante altre storie, che poi sono una sola, quella di Lorenzo, futuro medico. E siamo al romanzo di nicchia. Lettura per cacciatori di storie raffinate.


Claudio Coletta ha uno stile leggero. Una terza persona mai raccontata a velocità costante dove tutto procede secondo specifiche variazioni di accelerazione del passo narrato. In “Viale del Policlinico” sono tante le cose che impressionano al di là delle luci che fanno la scena. L’Aermacchi 350, poco più che una comparsa, resta ad esempio ben impressa per tutto il racconto perché è un razzo meccanicamente perfetto sui sampietrini della Roma anni ´70. Colpisce l’odore della colla e la misteriosa forma della stanza oltre il vetro dello sportello della segreteria perché in parecchi siamo passati per questo vicolo mentale il giorno della consegna della tesi.
“Viale del Policlinico” è una storia matura, piena di intuizioni brillanti. Davanti alla commissione di un esame di clinica Lorenzo scorgerà un bellissimo cielo stellato impresso nella radiografia del torace di una donna affetta da cancro al seno. Tuttavia Lorenzo è un ragazzo che tenta di rimanere con i piedi ben saldi a terra. La storia, fatta di tanti eventi, potrebbe trascinarlo lontano; un fiume nervoso che travolgerà molti dei suoi compagni. Lui invece seguirà una pista precisa. Dovrà farlo perché è l’unico modo possibile per uscirne fuori. Dovrà farlo per far quadrare un cerchio che, alla fine, gli restituirà la spensieratezza giovanile. Trecentoquaranta pagine senza cappotto. “Viale del Policlinico” non è esclusivamente un giallo, non è un noir, potrebbe essere un romanzo di formazione, un romanzo di militanza, uno spaccato storico sulla contestazione studentesca romana di metà degli anni ´70.
Riuscire in un’impresa così difficile ed uscirne fuori con un lavoro tanto bello e sincero significa saper cogliere le infinite sfumature che si celano dietro le “storie”. E, più in generale, avere una profonda conoscenza dell’Uomo.

 

Emanuele Berardi

Dazebao News link


Viale del Policlinico, di Claudio Coletta
Sellerio Editore – 4ª edizione  2011- Collana: La memoria n. 843
pagg.  340 - euro14,00

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